NON ANDATE TROPPO VELOCI CON LE AUTO ELETTRICHE – Il CEO di Toyota mette in guardia per tempo. E molti stati USA gli fanno eco.

A dirlo stavolta è il Wall Street Journal riportando le parole del CEO di Toyota: stiamo correndo troppo con le auto elettriche. L’amministrazione Biden ha fatto investimenti colossali per la transizione ai veicoli alimentati a batteria: 7,5 miliardi di dollari solo in sovvenzioni agli stati per espandere le reti di ricarica. Ma la realtà è, per ora, ben lontana dagli obiettivi dichiarati. I veicoli a batteria perdono autonomia a basse temperature (già a 0° raggiungono solo il 54% della loro autonomia nominale). C’è poi il problema di costruire un’imponente e capillare rete di stazioni di ricarica. Il governo vorrebbe stazioni di ricarica ogni 50 miglia, obiettivo utopico in aree rurali, dove i costi sarebbero certamente superiori al ritorno economico. Per non parlare della fragilità delle stazioni di ricarica (più di un quarto sono inutilizzabili nell’area della baia di san Francisco, secondo uno studio dell’Università della California) e della vulnerabilità dei sistemi software delle stazioni e dei veicoli. “I politici e le case automobilistiche che corrono per eliminare i motori a combustione interna sono destinati a scontrarsi con la realtà tecnologica, logistica e finanziaria. Le vittime saranno i contribuenti, ma all’amministrazione non sembra importare molto”, conclude il Wall Street Journal.

Articolo originale:

Not So Fast on Electric Cars. Toyota’s CEO delivers a timely warning, and many states echo it

di Allysia Finley, The Wall Street Journal, 25 dicembre 2002

Il CEO di Toyota, Akio Toyoda, ha recentemente fatto andare su tutte le furie la lobby del clima dicendo una verità sui veicoli elettrici a batteria che i suoi colleghi dirigenti automobilistici non osano dire. “Proprio come le auto completamente autonome che avremmo dovuto guidare tutti ormai”, ha detto Toyoda in Thailandia, “penso che le auto elettriche a batteria impiegheranno più tempo per diventare la norma di quanto i media vorrebbero farci credere”. Ha aggiunto che una “maggioranza silenziosa” nell’industria automobilistica condivide la sua opinione, “ma pensano che questo sia il trend, quindi non possono parlare ad alta voce”.

L’amministrazione Biden sembra credere che milioni di americani si precipiterebbero ad acquistare veicoli elettrici se solo il governo concederà loro sussidi sufficienti. Il disegno di legge sulle infrastrutture dello scorso anno includeva 7,5 miliardi di dollari in sovvenzioni per gli stati per espandere le loro reti di ricarica. Ma diventa un problema quando sono gli stati stessi ad avvertire l’amministrazione che i veicoli elettrici non sono pronti per diventare la norma.

In un piano presentato alla Federal Highway Administration quest’estate, il Maine fa osservare che “le temperature fredde rimarranno una delle principali sfide” per l’adozione, poiché “il clima freddo riduce l’autonomia dei veicoli elettrici e aumenta i tempi di ricarica”. Quando le temperature scendono a 5 gradi Fahrenheit [-15 °C, ndt], le auto raggiungono solo il 54% della loro autonomia nominale. Un veicolo che dovrebbe essere in grado di percorrere 250 miglia [400 km, ndt] tra una ricarica e l’altra farà in media solo 135 miglia [217 km, ndt]. A 32 °F (0 °C, ndt], una tipica giornata invernale in gran parte del paese, una Tesla Model 3 che in condizioni ideali può percorrere 282 miglia [453 km, ndt] tra una ricarica e l’altra ne farà solo 173 [278 km, ndt].

Immaginate se i 100 milioni di americani che si sono messi per strada durante le vacanze guidassero tutti auto elettriche. Quanti sarebbero rimasti bloccati quando le temperature precipitavano? Non ci sarebbero abbastanza carri attrezzi – o medici di emergenza – per le persone che si congelano nelle loro auto.

Il dipartimento dei trasporti richiede agli stati di costruire stazioni di ricarica ogni 50 miglia lungo le autostrade interstatali e entro un miglio dalle rampe di uscita per ridurre la probabilità di questi scenari. Ma la maggior parte delle reti elettriche statali non è costruita per gestire così tante stazioni di ricarica e richiederà quindi costosi aggiornamenti. L’Illinois, per esempio, avverte di “problemi legati a una sufficiente capacità della rete elettrica, in particolare nelle aree rurali dello stato”.

È improbabile che anche le stazioni di ricarica nelle aree rurali con poco traffico siano redditizie e potrebbero diventare “asset bloccati”, come avvertono molti stati. Il Wyoming afferma che il traffico fuori dallo stato di veicoli elettrici non Tesla dovrebbe aumentare di 100 volte per coprire i costi delle stazioni di ricarica secondo le regole dell’amministrazione. Tesla ha già individuato le migliori posizioni di ricarica per la sua rete proprietaria. Buona fortuna ai concorrenti.

Il New Mexico avverte che “una cattiva manutenzione delle stazioni può portare a stazioni perennemente fuori uso e inutilizzabili, in particolare nelle zone rurali o di difficile accesso. Se una stazione di ricarica per veicoli elettrici viene costruita in un’area senza capacità elettrica e infrastrutture per supportarne l’uso, sarà inutilizzabile fino a quando non verranno installati i necessari aggiornamenti”.

L’Arizona afferma che “le imprese private possono costruire e gestire una stazione se una sovvenzione paga per i primi cinque anni di operazioni e manutenzione”, ma potrebbero abbandonare il progetto se in seguito si rivelasse non redditizio. Molti altri stati fanno eco a questa preoccupazione, osservando che i fondi federali potrebbero tradursi in attività bloccate.

L’amministrazione mira a costruire 500.000 stazioni, ma gli stati dovranno probabilmente spendere i propri soldi per mantenerle in funzione. Come altri incentivi federali, queste sovvenzioni possono indurre gli stati ad assumersi quelle che potrebbero diventare enormi passività finanziarie.

I fondi federali hanno anche molte regole, tra cui i requisiti di approvvigionamento “buy America”, che richiedono che i caricabatterie siano costituiti principalmente da componenti fabbricati negli Stati Uniti. Il New Jersey afferma che questo vincolo potrebbe “ritardare l’implementazione di diversi anni”, poiché solo pochi produttori sono in grado attualmente di soddisfarli. Lo stato di New York afferma, inoltre, che sarà difficile rispettare la rete di norme federali, tra cui il National Environmental Policy Act, l’Americans with Disabilities Act, l’Uniform Relocation Assistance and Real Property Acquisition Policies Act del 1970 e una legge federale del 1960 che vieta stazioni di ricarica nelle aree di sosta.

Oh, e poi ci sono le leggi sul lavoro. L’amministrazione richiede che i lavoratori elettrici che installano ed eseguono la manutenzione delle stazioni siano certificati dal programma di formazione sulle infrastrutture per veicoli elettrici sostenuto dal sindacato. Il New Mexico afferma che gran parte dello stato non dispone di appaltatori che soddisfino questo obbligo, il che ridurrà la concorrenza e aumenterà i costi.

Anche i problemi tecnici abbondano. La Virginia afferma che l’hardware di ricarica rapida “ha una storia breve alle spalle” ed è “soggetto a malfunzionamenti”. Le apparecchiature “precedentemente installate privatamente in Virginia hanno avuto un elevato tasso di guasto mostrato nei commenti e nei rapporti degli utenti sui social media” e “anche la compatibilità con i lettori di carte di credito è stata inaspettatamente complicata”.

Uno studio di questa primavera condotto dai ricercatori dell’Università della California ha scoperto che più di un quarto delle stazioni pubbliche di ricarica rapida a corrente continua nella San Francisco Bay Area erano inutilizzabili. I conducenti giocheranno alla roulette ogni volta che si dirigono verso una stazione. Se tutto ciò non fosse abbastanza sconcertante, l’Arizona avverte che le vulnerabilità informatiche potrebbero compromettere le transazioni finanziarie dei clienti, le infrastrutture di ricarica, i veicoli elettrici e la rete.

I politici e le case automobilistiche che corrono per eliminare i motori a combustione interna sono destinati a scontrarsi con la realtà tecnologica, logistica e finanziaria, come ha avvertito Toyoda. Le vittime saranno i contribuenti, ma all’amministrazione non sembra importare molto.

Condividi!

2 thoughts on “NON ANDATE TROPPO VELOCI CON LE AUTO ELETTRICHE – Il CEO di Toyota mette in guardia per tempo. E molti stati USA gli fanno eco.

  1. Credo che la corsa insensata alla sostituzione delle auto con motore a scoppio sia una mossa strategica degli USA per sottrarre un mercato fondamentale ai suoi principali antagonisti geopolitici, possessori dei più vasti giacimenti petroliferi del pianeta,con lo scopo di sottrarre loro potere di scambio. È madornale l’evidenza di come sia impossibile sostituire l’intero parco auto/camion/motoveicolo con mezzi elettrici, sia per la immane infrastruttura di servizio da realizzare, sia la capacità di reperire materie prime per produrre un così alto numero di batterie, sia adeguare i tempi di rifornimento , infiniti per recuperare un minimo di autonomia, a quelli attuali che necessitano di pochi minuti per fare un pieno per la massima autonomia. Alla fine sarà che l’auto elettrica sarà una cosa per pochi soliti privilegiati e abbienti, visti anche gli elevati costi di acquisto, e la massa sempre più povera , tornerà alla bicicletta, al carretto o semplicemente andrà a piedi o con i mezzi pubblici. Della serie ” non avrai più niente( ne auto,ne moto) e sarai felice(coglione felice magari in monopattino) . Ma mi raccomando, continuate a credere ai giornalisti.
    Un capitolo a parte sarebbe poi quello del fururo del lavoro(?) di tutte le maestranze dirette e indotte dell’industria automotive e petrolifera. Ma a quelli lassù , gli illuminati, che gliene frega ??
    Risvegliare le masse è molto difficile, almeno iniziamo a farlo individualmente. Cicoria!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *