“MA IL COVID È PEGGIO…”

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Secondo uno studio appena pubblicato su iScience, “il numero e la frequenza delle cellule staminali ematopoietiche nel sangue cordonale sono diminuiti in modo significativo nei donatori con precedente infezione da SARS-CoV-2, ancor di più con la vaccinazione COVID-19 tramite l’induzione dell’apoptosi”. Parliamo di una riduzione delle cellule progenitrici nel neonato. Non è esattamente una notizia incoraggiante, anche se, ovviamente, servono ulteriori studi. Alcune osservazioni del prof. Marco Cosentino.

Marco Cosentino è medico e professore ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi dell’Insubria.


Studio sul sangue da cordone ombelicale di 111 neonati, suddivisi in tre gruppi a seconda che le madri:

  • (a) non avessero mai avuto Covid né vaccino;
  • (b) avessero avuto Covid;
  • (c) avessero avuto vaccino con o senza precedente Covid.

Lo studio analizza la presenza e la funzionalità delle cellule CD34+ che sono i progenitori di tutte le cellule del sangue. I risultati in sintesi:

(i) il Covid e ancora di più il vaccino riducono le CD34+. Nel caso del vaccino, la riduzione è tanto più alta quanto più tempo è passato dalla seconda dose;

(ii) le CD34+ residue sono talmente poche dopo il vaccino che nemmeno possono essere studiate funzionalmente, mentre dopo il Covid si vede che producono meno linfociti B e più linfociti T CD8+ (quelli che una volta erano detti “soppressori”).

Commento: gli autori cercano la spike nel sangue e non la trovano, ma la riduzione delle CD34+ è tanto maggiore quanto più tempo è passato dalla seconda dose, il che suggerisce che l’effetto sia dovuto a una esposizione precoce intorno al periodo del concepimento e nelle prime settimane/mesi della gravidanza. Le conseguenze di questo effetto sono imprevedibili. Gli autori lo discutono soprattutto in relazione all’impiego del sangue da cordone per la ricostituzione dell’ematopoiesi dopo malattie ematologiche, ma è evidente che non si possono escludere implicazioni per il neonato quando raggiungerà l’età adulta. Converrebbe nel frattempo realizzare molti più studi come questo, confrontando senza pregiudizi Covid e vaccini, e considerando i vaccini per quel che sono, ovvero farmaci di cui purtroppo sappiamo ancora molto poco e che andrebbero studiati molto di più e molto meglio (https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881).

E nel frattempo la cautela è d’obbligo, come è sempre stato in condizioni delicate e da proteggere quali sono il concepimento, la gravidanza e la prima infanzia.

“Primum non nŏcēre”

Lo studio: https://www.cell.com/iscience/fulltext/S2589-0042(22)01816-8

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