MORTI SUL LAVORO IN ITALIA 2021-2022

L’osservatorio nazionale morti sul lavoro rileva invece 429 decessi, di cui 210 sul lavoro, il resto durante gli itinerari compiuti dai lavoratori per recarsi al lavoro o a casa, che è il dato più giusto visto che gli spostamenti casa-lavoro sono attività collegate al lavoro stesso.

Un po’ tutti i media parlano di aumento di morti bianche di poche unità confrontando i dati dei primi 3 mesi del 2022 con quelli dell’anno precedente, ma fanno riferimento ai dati INAIL.

All’INAIL le comunicazioni di incidenti di qualsiasi gravità arrivate tra gennaio e marzo sono state 194.106 contro le 128.671 del primo trimestre del 2021 e le 130.905 di gennaio-marzo 2020 segnato però dal lockdown. Quelli con esito mortale sono stati 189, quattro in più rispetto alle 185 registrate nel primo trimestre del 2021 e 23 in più rispetto alle 166 dello stesso periodo 2020.

L’osservatorio nazionale morti sul lavoro rileva invece 429 decessi, di cui 210 sul lavoro, il resto durante gli itinerari compiuti dai lavoratori per recarsi al lavoro o a casa, che è il dato più giusto visto che gli spostamenti casa-lavoro sono attività collegate al lavoro stesso.

Quello che risalta è che nonostante la ripresa, il tanto lavoro che molte imprese hanno acquisito lo stiano affrontando con relativamente poco personale, il che va contro la sicurezza dei lavoratori, i quali vengono spremuti anche in giorni come questo. Il sovraccarico di fatica e la riduzione dei costi del personale a scapito della sicurezza è ciò che piace a Confindustria e ai nostri politicanti, perché aumenta la “competitività” del paese. Tanto non sono loro a dover manovrare gru, starsene su ponteggi, trabattelli, montacarichi ed ogni altro ausilio potenzialmente pericoloso specie se non accuratamente controllato

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