ERRARE E PERSEVERARE
di Marco Cosentino




Lo scorso 4 febbraio ci occupammo dello scomposto comunicato stampa con cui l’ISS “prendeva le distanze” da una pubblicazione di propri ricercatori.
Nel post di allora sono spiegate le ragioni per cui l’ISS avrebbe fatto meglio a evitare e a ringraziare invece i propri ricercatori di aver contribuito alla produttività complessiva dell’istituto. Giunge invece ora notizia che non solo l’ISS non parrebbe aver detto loro “grazie”, bensì starebbe avviando un procedimento disciplinare a loro carico:
Attendiamo con interesse i dettagli e, nel frattempo, non possiamo fare a meno di temere che i vertici di ISS continuino a essere male consigliati.
Perché la dirigenza ISS sbaglia è presto detto: l’ISS è un istituto pubblico e il contratto dei suoi ricercatori garantisce loro autonomia di ricerca. E la libertà di ricerca è un principio costituzionalmente tutelato. Il tutto al netto della validità della pubblicazione “incriminata”, che rimane un ottimo studio meritevole, se mai, di discussione nel merito. E non credo che altri ricercatori dell’ISS non ne sarebbero capaci, se volessero. O se potessero. D’altra parte, tanti altri ricercatori, me compreso, speravano di poter discutere con i vertici ISS al POLI-COVID-22:
Ma i vertici ISS non si presentarono.
Verrebbe da concludere che fuori casa non scendono in campo e che in casa censurano. Ma abbiamo troppa stima dell’ISS per liquidarlo in questo modo. Preferiamo pensare che stia continuando a sbagliare, ma che possa anche in qualsiasi momenti decidere di correggersi. Non è mai troppo tardi.

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