PERCHÉ RINGRAZIO IL SUPER GREEN PASS, IO CHE NON L’HO MAI AVUTO (MA ORA SONO PENTITO)

Il super green pass ha dato l’avvio di una grande trasformazione sociale perché la gente ha preso consapevolezza che il cambiamento è…

Ho consapevolmente e scientificamente scelto di non sottopormi ad alcuna dose di vaccino sperimentale covid (la cui sperimentazione secondo Ema terminerà ufficialmente nel dicembre 2023), sulla base dei dati noti nel momento nel quale ho preso questa decisione. Non mi nasconderò dietro ad un dito: il green pass prima e il “super” poi mi hanno causato enormi sofferenze, come credo sia successo a chiunque ne sia stato sprovvisto. Sofferenze psicologiche, sociali, lavorative, familiari, affettive ecc, tutto per fare la scelta più corretta e razionale di fronte a chiare evidenze scientifiche reali: nessuna dose di un farmaco privo della necessaria sicurezza minima.

Essere esclusi e discriminati è stata un’esperienza davvero segnante nel profondo della mente, del cuore, dell’anima. Mi ha (ci ha) davvero fatto vedere il buio per mesi. La cattiveria delle persone, aizzate da una falsa convinzione eterodiretta e telediffusa, più virale del microbo, che chi fosse senza alcuna dose sperimentale dovesse per forza essere un diffusore della peste moderna sono state davvero martellanti, mentre chi avesse il super bollino fosse davvero immune.

Eppure, paradossalmente, avevano e hanno più paura proprio coloro che dovrebbero essere immuni, non contagiati, non contagiosi e invulnerabili. Forse costoro non si fidano più de Lascienza?

Per mesi non era più esistito il saluto “Ciao”, ma era sostituito dal “Sei vaccinato?”. Questa era la vera cosa che mi ha fatto davvero paura, tanta paura. Non tanto per la difficoltà della risposta. Era la reazione alla risposta, il problema. Avveniva una piccola reazione nucleare di eventi a catena nell’80% delle persone. Una scossa, la vena pulsante, qualche passo indietro, sguardo corrucciato (bocca semiaperta storta sotto la mascherina), sistemazione compulsiva della mascherina, irrigidimento del busto e del corpo, perdita del respiro, sudorazione istantanea, sguardo fisso pietrificato, esalando infine un: “Sei un no vax?”. La comunicazione, a quel punto, non solo era interrotta, era impossibile. Nella persona di fronte si era generato l’impulso che in psicologia si chiama: “reazione di attacco o fuga”. È uno speciale stato nel quale il nostro corpo viene portato ad operare in maniera automatica quanto è sottoposto ad un forte stress, come la paura. L’effetto era lo stesso alla visione di un alieno, ma senza la curiosità. Quasi inevitabilmente i rapporti da quel momento in poi non potranno che essere deteriorati, perché sei un no vax, e per loro non sei più un essere umano.

Chi scrive non è mai stato no vax, né contro la scienza, anzi. È figlio del positivismo scientifico. Ma è proprio in difesa della scienza e del metodo scientifico che è necessario opporsi a tutto questo, in particolare opporsi a Pfizer e alla totale mancanza di trasparenza e veridicità dei dati. E’ necessario costantemente il dubbio, il senso della ricerca che le tesi proposta possa avere, plausibilmente, delle basi note e verificabili per essere considerata vera, almeno fino a che non è dimostrata essere falsa o inconsistente.

E cosa c’è di positivo, in tutto questo? C’è tanto, tantissimo di positivo.

Innanzitutto, quello di aver davvero trovato se stessi. Ci siamo guardati dentro e abbiamo opposto un rifiuto enorme a chi ci voleva cambiare, a qualsiasi prezzo, perché la nostra scelta era di livello superiore alla loro cattiveria e alla loro ignoranza. Guardare dentro di noi, nel profondo, fino al nostro limite di sopportazione, alle volte anche oltre, ci ha fatto e ci farà maturare. Siamo andati oltre le nostre precedenti convinzioni e ciò ha sconvolto il nostro modo di vedere il mondo: ci ha fatto scoprire nuovi limiti. Pensavamo di essere soli, ma non lo siamo: siamo milioni. Milioni di persone che, senza parlarsi, hanno agito con la stessa coscienza, all’unisono, e ora sono pronte a ricevere un messaggio vero, umano, altruista: che non smetta di essere umano, perché umani siamo restati. Noi. E ovviamente non è un caso.

A quante cose abbiamo dovuto rinunciare? E soprattutto: a quante cose abbiamo rinunciato perché “avrebbero potuto chiedere la tessera”? Quante persone abbiamo evitato di salutare, di andare a trovare o a cui non abbiamo telefonato, per paura che “ci chiedessero la tessera”?

Ora, però, abbiamo affrontato e superato una delle più grandi paure dell’uomo: la paura del rifiuto. E grazie a questa abbiamo fatto nuove amicizie. Distrutto vecchi mondi. Abbiamo costruito nuovi mondi. Abbiamo depurato. Abbiamo imparato ad amare nuovamente: noi e gli altri.

Abbiamo imparato a sentirci fuorilegge: noi siamo dei fuorilegge, perché lo Stato ci ha additato come tali. A questo punto lo Stato e la Legge è evidente che per milioni di persone ora non abbiano più alcun senso, se non senso negativo.

Proprio per questo dobbiamo ringraziare il green pass: ha accelerato il disaccoppiamento sociale, tra umani e meno umani. Ora abbiamo il tempo e il modo per prepararci, starà a noi agire.

Nel frattempo, però, dovremo imparare a perdonare, perché questo continuerà a renderci migliori di loro. È il sentimento dell’emozione, della purezza, della natura profonda.

Ma se tutto questo è vero, perché sono pentito allora? Perché il covid l’ho preso in questo periodo, mentre sto scrivendo queste parole, e per me è stato un giorno di febbre media e stop, molto meno di un’influenza normale. Sono pentito di non averlo preso prima: mi sarei evitato enormi sofferenze. Non avrei fatto scansioni in più, ma sarei stato più in pace. Invece, avevo scelto di non cercare il covid perché non volevo essere costretto a piegarmi alla stessa logica folle alla quale milioni di persone sono state costrette: dovermi ammalare per poter stare bene.

Alla fine però, per me, prendermi il covid è stata una liberazione: dello spirito, dell’anima, del profondo.
Da oggi 1° maggio non ci sarà più il green pass (tranne per i sanitari, a cui va tutta la mia stima per aver resistito fin qua e oltre), ma non siamo nuovamente liberi: noi siamo liberi. Nessuno potrà mai toglierci la nostra libertà, noi siamo libertà.

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11 thoughts on “PERCHÉ RINGRAZIO IL SUPER GREEN PASS, IO CHE NON L’HO MAI AVUTO (MA ORA SONO PENTITO)

  1. Io porto come una medaglia il mio ultimo tampone fatto per andare al lavoro. Ha segnato la fine di un percorso che mi ha ferito nell’anima e nella tasca, ho soffetto il disagio ogni volta di sottopormi ad un controllo demenziale ed inutile per portare a casa lo stipendio picconato da una tassa iniqua e diabolica, ogni 48 ore. Se è vero che i nodi vengono sempre al pettine allora bene, ho dimostrato di avere tenacia e pazienza per arrivare a vedere il giorno della giustizia.

  2. Mi sono trovata in queste righe. Mi sono commossa.
    Ma non credo di aver capito tutto: io pentita di aver ceduto ad odiare in maniera uguale e contraria chi mi attaccava, ma tu? Forse non aver avuto/cercato prima il contagio avrebbe fatto sperimentare la libertà dalla paura della malattia?
    Grazie

  3. Davvero bello e rispecchia assolutanente i sentimenti che ho vissuto anch’io…la rabbia di un’ingiustizia che mi toccava marginalmente, data la mia età ,ma che , e mi piace sottolinearlo proprio oggi che è la gesta del lavoro…,ha privato del sacrosanto diritto al lavoro molti ultracinquantenni che di questo vaccino avevano sacrosanta paura…ora il si al perdono ma anche il si a non dimenticare un bruttissimo ricatto politico

  4. Conosco alla perfezione queste sensazioni, eppure oggi ancora non riesco ad essere sollevata perchè la super tessera della vergogna purtroppo sembra che rimanga non solo per i sanitari, ma anche per andare a visitare le persone in ospedale o nelle case di riposo. Una crudeltà inaudita che lascia i più fragili nella reclusione e nell’isolamento. E chi come me ha resistito alla puntura forzata si ritrova ancora a fare i conti con il ricatto, perchè ho i genitori in casa di riposo. E finora ho fatto l’impossibile per continuare a vederli.
    E la beffa è proprio che mentre si tolgono le assurde restrizioni per tutto, si continua a perseguitare chi non ha voluto vaccinarsi colpendoci nelle cose più preziose, come stare accanto a chi è malato o anziano. Forse si dovrebbe alzare la voce su questa ulteriore ingiustizia.

  5. Per l’amor di Dio, i tamponi (e tutti gli altri test Covid) sono inattendibili e arbitrari. Ci sono quintalate di dati a riguardo e sono state depositate denunce fin da metà 2020 a riguardo.
    Chi fa informazione libera dovrebbe saperlo e sempre dire correttamente (perchè le parole sono fondamentali!): “Ho avuto una sindrome influenzale e sono risultato positivo al tampone, che è comunque inattendibile.”
    Altrimenti se continuiamo con la storia di “Ho preso anch’io il Covid”, avvallando così dei test arbitrari, non se ne uscirà mai.
    Adesso è il Covid, tra un pò sarà un altro nome di virus rilevato da un altro test arbitrario che dirà che sei pericoloso per la società anche se stai benissimo…

  6. Io per mia fortuna non ho avuto intorno, fra amici e familiari, questo tipo di comportamento discriminatorio o di disprezzo, anzi! In famiglia l’hanno dovuto fare per lavorate, io l’ho evitato non essendo dipendente, ma ho continuato a frequentare tutti, vaccinati e non, molto serenamente…il non possesso del gp non mi ha pesato granche’, ora pero’ mi e’ arrivato l’avviso di sanzione: Stato assurdo! Ah e il covid non l’ho preso

  7. Ben scritto….ho messo messo mesi a superare lo choc della mia stessa decisione, mi si è aperto un nuovo mondo di cui in l’inizio ero terrorizzata, mi sentivo sola .
    Sono maturata, ho scoperto cose di me che non credevo di possedere. Poi una sensazione di forza e libertà…ho preso anche io alla fine il covid ed è stato una liberazione ulteriore, avendo conferma di aver fatto la cosa giusta. Diverse persone mi hanno detto che fossi sprovveduta e che sarei morta di sicuro, nessuno delle persone a me piu vicine mi hanno capito. Il giudizio pubblico durissimo. Ingrazio di cuore tutti voi dei canali telegram che mi avete aperto un mondo di sollievo, informazione e conferme.

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