HANS WERNER SINN: FINITO IL CORONAVIRUS, IL SISTEMA TARGET2 DOVRÀ ESSERE RIFORMATO
Una delle prime inevitabili conseguenze della crisi del coronavirus all’interno dell’Eurozona è stata la fuga di capitali dai paesi mediterranei, in particolare dall’Italia, verso la Germania. A marzo Banca d’Italia ha fatto registrare un netto deterioramento del proprio saldo Target2, che è salito a 492 miliardi di euro rispetto ai 384 miliardi di febbraio. Per contro, Bundesbank ha registrato nello stesso mese di marzo un notevole incremento del proprio attivo Target2, che è salito di altri 114 miliardi raggiungendo quota 935 miliardi. L’evoluzione dei saldi Target2 all’interno dell’Eurozona non poteva non stimolare Hans-Werner Sinn, 72enne, esperto di finanza, presidente emerito dell’ifo-Institut e professore presso la Ludwig Maximilian Universität di Monaco. Hans-Werner Sinn è divenuto celebre nel 2012 per le sue posizioni su ciò che egli definisce la “trappola del Target2”, tanto che il suo nome viene ormai associato per antomasia alla posizione critica della Germania nei confronti della BCE e del sistema di pagamenti transfrontalieri noto come Target2. Alla luce degli sviluppi causati dal coronavirus, Sinn torna oggi sull’argomento con un articolo pubblicato sulla Süddeutsche Zeitung (per utenti registrati), di cui di seguito proponiamo la traduzione. Come risulterà chiaro dalla lettura dell’articolo, Sinn è ancor oggi fermamente convinto che il sistema Target2 sia un tallone d’Achille per la Germania, in quanto la porrebbe inevitabilmente nella posizione di chi è costretto a prestare la propria “carta di credito Gold” – per usare la sua metafora – all’Eurosistema, in pratica garantendo indirettamente per i paesi più poveri e indebitati. Questa situazione è, a suo dire, insostenibile per la Germania. Una volta che la crisi del coronavirus sarà stata superata e i paesi mediterranei avranno stabilizzato la propria situazione finanziaria, Sinn chiede di mettere mano ai trattati dell’UE per cambiare le regole. Non è chiaro in che modo ciò dovrebbe avvenire né se l’Eurosistema sarebbe in grado di sopravvivere senza l’attuale sistema Target2. Sempre ammesso che l’Eurozona esca viva dall’attuale momento di impasse.
A seguito della crisi del coronavirus, a marzo i saldi Target2 di Bundesbank sono schizzati alla stelle con la velocità di un razzo. I crediti Target2 di Bundesbank sono aumentati di 114 miliardi di Euro, raggiungendo un valore finale di 935 miliardi di Euro. L’incremento di 114 miliardi in un solo mese è stato di gran lunga il più alto in tutta la storia dell’Eurozona, superiore persino all’aumento di circa 60-70 miliardi di Euro ai massimi della crisi dell’Euro a fine estate 2011 e nella primavera del 2012.
Come allora, anche stavolta dietro questi numeri si nasconde una massiccia fuga di capitali dai paesi del Mediterraneo verso la Germania. La fuga di capitali si accompagna sempre a un ordine di bonifico sulla Bundesbank, dove tali ordini vengono misurati, in forma di posizione netta accumulata, attraverso i saldi Target2. Questa fuga di capitali vede come protagonisti sia investitori tedeschi, che riportano a casa i loro investimenti dai paesi del Mediterraneo, sia investitori dei paesi mediterranei, che spostano i loro investimenti in Germania, sia, infine, investitori di paesi terzi che trasferiscono i propri investimenti dai paesi mediterranei verso la Germania.