OCCIDENTE COLLETTIVO E OCSE

Perché è utile cominciare a parlare di OCSE e non di Occidente?
Perché parlare di civiltà aggiunge un portato emotivo di noi contro loro, “è la nostra storia ad essere in pericolo”.

J. Assmann dice che un gruppo sociale è tale finché conserva due elementi che racchiudono il senso di comunità: specificità e durata.

La specificità è quell’elemento che permette al gruppo di distinguersi rispetto all’esterno.

La durata è la “coscienza del tempo”, quell’elemento per cui nella formazione di un’identità tendiamo a valutare più questo o quello, a fare una cernita di alcuni elementi storici.

Mi capitò in passato di parlare con elettori del PD del Nord Italia che per rimarcare la loro distanza dalla Lega erano soliti dire: “non esiste e non è mai esistito nulla che fosse Padania”, mi trovavo costretto a rispondere (da studioso di storia, ma non da leghista) “non è mai esistito nulla che si chiamasse Italia con le attuali caratteristiche, bisogna risalire all’epoca romana per qualcosa di omonimo, ma geograficamente diverso”.

Qualcuno dice che le comunità inventano la storia per giustificare l’identità odierna, valorizzare il presente e proiettarsi in un futuro meta-storico (“noi come comunità non finiremo mai”).

Il meccanismo è evidente quando parliamo di Occidente collettivo.

Cosa è l’Occidente oggi?

Una questione geografica? Ma Occidente è definizione che include anche Australia e Nuova Zelanda!

I paesi di retaggio cristiano? L’America Latina è cristiana ma non rientra sempre nella definizione; Giappone e Corea del Sud rientrano nella categoria pur non essendo di tradizione cristiana.

Si tratta allora di un modello politico? La Spagna di Franco o il Portogallo di Salazar non erano Occidente? La Polonia odierna è un po’ Occidente e un po’ no? Tutti i paesi dell’Est sono diventati Occidente nel corso degli anni ’90?

Occidente è un raggruppamento di paesi (spesso con un passato coloniale, ma non sempre vedi Corea del Sud o Irlanda) che tramite una serie di accordi economici e militari (NATO, NAFTA, UE, OCSE, Quad, ecc) si legano al centro odierno di questo raggruppamento: gli USA.

Quindi l’attuale idea di civiltà occidentale sembra corrispondere più all’idea di un impero multiculturale, in cui anche i cittadini dei paesi colonizzati – a vario titolo – si sentono parte del progetto imperiale. Come Caracalla nel 212 d.C. concesse la cittadinanza a tutti i cittadini dell’Impero per questioni fiscali, così gli USA ci legano a un progetto di benessere imperiale per farci condividere i costi.

Oggi la retorica della liberal-democrazia, della libertà di impresa e dei diritti civili è dominante, ma affermare che questo sia stata la regola è un falso.

Abbiamo visto più volte, come nessuna civiltà premoderna fosse una bolla. Carovane di mercanti, prostitute, maghi, preti, ciarlanti e guerrieri viaggiavano da un continente all’altro portando idee, geni e tecnologie.

Occidente affonda le sue radici in qualcosa di più complesso.

Ad esempio, la cultura germanica continentale è ben diversa (e le continue spinte a un certo corporativismo presente nella società tedesca sono riprova) dalla cultura germanica insulare (anglosassone); la cultura latina è diversa da quella germanica; a sua volta scomponibile in altri blocchi e via discorrendo, fino alla comunità più piccola.

Abbiamo però già detto che il senso di identità è dato da due fattori che spesso servono a differenziarsi dal prossimo e alla valutazione storica. Io mi rispecchio più come cittadino occidentale che come cittadino del Lazio, ma questo è frutto di una accorta propaganda non di un dono di natura, ne di una presunta tendenza storica a raggrupparsi sempre in gruppi più grandi (anzi, per gran parte della storia umana – la più antica – vivevamo in gruppi piccolissimi molto omogenei, l’unico strappo alla regola era quando rubavamo qualche donna a qualche tribù che incontravamo per caso).

Rimane il dubbio di cosa sia Occidente.

Credo che una delle organizzazioni di cui parliamo meno l’OCSE sia la chiave.

L’allargamento del gruppo procede in Est Europa e Sud America (ultimi ingressi: Colombia, Lituania e Costa Rica).

Il Costa Rica è una pensione vacanze per pensionati americani, la Colombia è stato per anni il paese con più soldati USA (dopo Iraq e Afghanistan), la Lituania uno dei più aggressivi con Russia e Cina.

Però OCSE include anche Giappone e Corea del Sud i due asiatici fedeli alleati di USA; include Israele; include praticamente quasi tutta l’Europa (anche la Svizzera neutrale, fuori UE e NATO, ma che al momento delle sanzioni alla Russia ha preso una scelta di campo); include il Cile (pervaso dall’ideologia neo-liberista); include la Turchia (membro NATO)

Quindi cosa è l’Occidente? Lo definirei un’organizzazione imperiale piramidale con alcuni paesi più in alto di altri e con una gerarchia variabile. Durante la Guerra Fredda il peso del nostro paese era maggiore di oggi e sicuramente superiore ai paesi latinoamericani della costa pacifica, oggi corteggiati per contenere il contagio chavista, il gigantismo brasiliano e il commercio cinese.

Non a caso, in veste pienamente ideologica il 5 luglio del 2022 (poco più di un mese fa) l’Ucraina ha presentato domanda di adesione.

OCSE è rappresentazione di quello che i media chiamano Occidente, l’insieme dei paesi allineati agli USA – a vari livelli – in ambito militare ed economico.

Perché è utile cominciare a parlare di OCSE e non di Occidente?

Perché Occidente è una civiltà e come tale racchiude sottoinsiemi storici e culturali diversi non necessariamente riconducibili solo al libero mercato e perché parlare di civiltà aggiunge un portato emotivo di noi contro loro, “la nostra storia ad essere in pericolo”. Mentre se cominciamo a parlare di OCSE sarà ben chiaro: parliamo di paesi con libero mercato, sottoposti a uno più forte militarmente, è un’organizzazione politica non una civiltà e come civiltà possiamo sopravvivere anche senza l’OCSE, gli USA e un impero anglofono (cosa di cui hanno convinto la classe dirigente di mezzo mondo dopo la guerra dei sette anni 1756 – 1763, la prima vera guerra mondiale).

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