ASIA E AMERICA: ALLE RADICI DI UN NUOVO SISTEMA MONDO

Per demografia e risorse è possibile che si affermerà un nuovo equilibrio economico mondiale con al centro Asia e America Latina.

Storici, archeologi e antropologi hanno suddiviso la Polinesia in due aree: Polinesia Occidentale e Orientale.

La distinzione tra queste aree non è solo geografica, ma soprattutto storico-abitativa.

La Polinesia Occidentale (Samoa, Tonga, Figi, Futuna, ecc) fu colonizzata prima. I primi abitanti vi giunsero attorno al 1000 a.C.

La Polinesia Orientale (Isole della Società, Cook, Marchesi, Isola di Pasqua, Hawaii e Nuova Zelanda) fu raggiunta molto dopo e i passaggi furono molto lenti.

Gli studiosi più sbilanciati parlano di presenza umana sulle isole Cook e Marchesi nel 200 a.C., le ipotesi più diffuse parlano invece di un range di tempo tra 500 e 600 d.C. per questi due arcipelaghi, Hawaii 800 d.C., Isola di Pasqua 900 d.C. e Nuova Zelanda un range tra il 1000 e il 1200 d.C.

Vi fu una pausa espansiva di minimo 800 – massimo 1500 anni. Gli studiosi chiamano questo periodo “lunga pausa“.

Uno dei motivi più accreditati è che le società polinesiane non svilupparono fino ad allora una pressione demografica da richiedere nuove esplorazioni.

La civiltà polinesiana produsse opere architettoniche di una certa rilevanza (i templi hawaiani, la città di Nan Madol, i volti dell’Isola di Pasqua, ecc).

Sappiamo che i vari arcipelaghi si organizzarono in unità politiche che spesso affermavano il loro potere anche oltre il circondario (testimonianze di questo tipo sembrano riguardare le Isole della Società e Tonga). Gli studiosi suppongono che con cadenza annuale (probabilmente in base a fenomeni metereologici o astronomici), partissero navi di tributi verso le isole centrali dove risiedevano le autorità politiche.

Un ruolo delle istituzioni religiose sembra certo solo nel contesto hawaiano, dove i templi legittimavano il potere dei nobili.

Faccio questo piccolo discorso, perché – come avrete capito – sono convinto che in futuro il Pacifico sarà area centrale del globo (il nuovo Heartland) e per chi come noi (o almeno come me) sposa una visione di Sistema Mondo è importante tenere conto dei vari cicli temporali che riguardano l’area.

Come dicevo giorni fa, Europa e Asia hanno sempre vissuto in un pendolo di vari cicli. La colonizzazione europea dell’America ha alterato il ciclo, rompendo il vecchio sistema e inserendo una variabile. Da quel momento il baricentro economico mondiale ha preso a spostarsi verso il Nord Atlantico. Solo di recente con l’affermazione cinese, il baricentro sta tornando a Oriente.

Ciò non toglie che il vecchio sistema è rotto. Per demografia e risorse, penso che si affermerà un nuovo equilibrio tra Asia e America Latina.

Vale, quindi, la pena di fare una riflessione almeno sulle strutture temporali basilari dei sistemi e per farlo useremo la civiltà polinesiana:

Ciclo corto -> La singola annualità in cui una determinata isola inviava i propri tributi (fluttuazioni economiche o politiche).

Ciclo lungo -> Le tendenze di più lungo corso, in cui i fattori esterni assumono più peso. Un decennio più caldo o più freddo può condizionare pesca, agricoltura, sopravvivenza dei neonati, la diffusione di una malattia. Esistono vari cicli lunghi. La grande pausa è un esempio di ciclo lungo: per un motivo demografico, i polinesiani non si allargarono verso Oriente per secoli (ovviamente, durante quei secoli altri cicli lunghi e brevi si susseguirono).

Contraddizione -> Di solito, l’opposizione tra elementi (ciclo corto VS ciclo lungo). Io, signorotto di una certa isola mi alleo al tempio, chiedo un’offerta annuale per il tempio per conservare l’alleanza, ma questo affama persone, spinge alla rivolta, mina la fiducia nel tempio. Ogni sistema ha molteplici contraddizioni, anche se queste generalmente tendono a concentrarsi.

Crisi -> Il momento in cui (idealmente) tutti i cicli convergono a fine, in cui le contraddizioni si aggravano. Un nuovo elemento o l’aggravarsi di una contraddizione velocizza i cicli, innescando un meccanismo a catena. Nel caso della Polinesia, l’arrivo degli europei fu quello che pose termine ai potentati locali e alla loro civiltà.

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